Vesta vuole offrire l’opportunità ai cittadini di contribuire allo sviluppo di un nuovo modello di integrazione accogliendo i rifugiati nelle proprie case

I singoli, le coppie o le famiglie, che desiderano accogliere i rifugiati, possono, candidarsi compilando il questionario online qui accanto.

Lo staff di Vesta effettua una prima valutazione e convoca per un colloquio i candidati ritenuti idonei. 

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Le candidature ricevute, vengono visionate dallo staff di Vesta, formato da operatori specializzati nell'accoglienza, assistenti sociali e psicologi della Cooperativa Sociale Camelot con pluriennale esperienza nel campo dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti richiedenti protezione internazionale.

Chi supera positivamente il colloquio, accede ad una formazione curata dallo staff di Vesta, che permette di approfondire la conoscenza dell’ospitante e di metterlo pienamente al corrente di ciò che comporta l’accoglienza.

Gli ospitanti sottoscrivono con Vesta una Convenzione e un Regolamento e, successivamente, stringono un Patto di Accoglienza con l’ospite.
Si dà così il via all’ospitalità, che può durare da sei a nove mesi, e viene affiancata e costantemente monitorata dagli operatori di Vesta. 

 

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Chi siamo

Il progetto Vesta si avvale dei professionisti della cooperativa Camelot, operatori e case manager, assistenti sociali, psicologi e avvocati, con pluriennale esperienza nel campo dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti richiedenti asilo e rifugiati.

La cooperativa Camelot, da oltre dieci anni, è impegnata in Emilia - Romagna nell’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati, adulti e minori, gestendo con professionalità qualificate progetti SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), FER (Fondi europei per i rifugiati), FAMI (Fondo asilo migrazione e integrazione) e le diverse tipologie di accoglienza emergenziale che si sono susseguite in questi anni.
Camelot lavora per sviluppare l’autonomia dei richiedenti asilo, garantendo la sicurezza delle comunità che li accolgono.

 

Perché farlo

La migrazione di persone richiedenti protezione internazionale è un fenomeno sociale che, in forme diverse, coinvolge tutti.
Il progetto Vesta vuole offrire ai Comuni e ai cittadini una nuova opportunità, qualificata e strutturata sul contesto italiano, per costruire comunità sempre più integrate, innovative e sicure.
Il progetto Vesta, oltre a essere un’ulteriore opportunità di accoglienza per i Comuni, rappresenta anche un importante contributo per l’integrazione, in cui le famiglie e il singolo cittadino, si possono attivare in prima persona.

 

Come funziona

Il progetto Vesta è concepito per integrarsi all’interno del sistema italiano di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR). 

Il progetto mira a coinvolgere principalmente rifugiati neomaggiorenni, una categoria in aumento e particolarmente fragile perché esce da progetti protetti per minori e si trova ad affrontare la vita adulta lontano dalla propria famiglia. Inoltre i neomaggiorenni rappresentano per gli ospitanti un’ulteriore garanzia, perché hanno già trascorso una prima fase del percorso di integrazione in strutture territoriali, monitorate e, per età e necessità, hanno dimostrato di poterlo proseguire in un contesto familiare.


Vesta riconoscerà una quota economica alla famiglia pari a 350 euro al mese.

Il progetto ha inoltre la volontà di creare una comunità fra le persone coinvolte nell'accoglienza, attraverso attività ricreative, culturali e sportive, e tutte quelle azioni che possono generare legami e promuovere pratiche sostenibili, come la creazione di un gruppo di acquisto solidale.

Vesta, attraverso la Cooperativa Sociale Camelot, si fa carico degli aspetti burocratici, amministrativi e legali dell’accoglienza e mette a disposizione l’esperienza decennale di un’equipe di professionisti in grado di affiancare gli ospitanti in tutte le tappe del percorso e di rispondere alle loro esigenze.  

Il progetto Vesta viene sviluppato e coordinato in collaborazione con le Pubbliche Amministrazioni, le Prefetture, il Ministero dell'Interno, e con le realtà del Terzo Settore.

 

 

FAQ

L’ospite deve avere una stanza privata?

Si, non è possibile ospitare in camerate, stanze doppie o in stanze adibite ad altro uso.

Se sono single posso ospitare?

Si, l’accoglienza è aperta a single, coppie di fatto, coniugi con o senza figli.

Posso scegliere l’ospite?

La scelta degli abbinamenti tra ospitanti e ospiti sarà effettuata in seguito ad un’approfondita analisi che terrà conto delle rispettive caratteristiche ed esigenze.

Se non andiamo d’accordo si può interrompere l’accoglienza?

Si, se dovessero insorgere dei problemi di convivenza ai quali non è possibile porre rimedio, lo staff di Vesta provvederà a sospendere l’accoglienza in famiglia.

Terminato il periodo previsto, posso prolungare l’ospitalità?

No, Vesta è un progetto votato all’integrazione, non all’assistenzialismo puro. L’accoglienza in famiglia è vista come un momento di transizione, non una meta finale. Se si rispettano i tempi prescritti, inoltre, è possibile permettere ad altri di vivere l’esperienza di accoglienza in casa.

Terminato il periodo previsto, posso ripetere l’esperienza con un altro ospite?

Si, terminato il periodo, lo staff di Vesta e l’ospitante, valuteranno congiuntamente se accogliere un nuovo ospite.

Posso ospitare più rifugiati?

Si, se le dimensioni della casa sono adeguate, si può valutare l’accoglienza di massimo due persone.

Avrò diritto ad un rimborso?

Vesta riconoscerà una quota economica alla famiglia pari a 350 euro al mese. Non sono previste altre forme di compenso.

Perché 350 euro al mese?

L’obiettivo è far si che l’accoglienza non sia un costo per la famiglia ma nemmeno un guadagno.

Cosa devo garantire alla persona che ospito?

L’ospitante deve garantire una stanza privata e il vitto, nel rispetto delle specifiche esigenze alimentari.Oltre a questo, l’ospitante è tenuto a coinvolgere il più possibile l’ospite nella vita dentro e fuori la casa, al fine di favorirne l’integrazione. Lo stesso progetto Vesta si farà promotore di attività culturali, ricreative e sportive, per consolidare e accrescere la rete di rapporti.

Cosa è tenuta a fare la persona ospitata?

La persona ospitata è tenuta a rispettare il Patto di Accoglienza sottoscritto con l’ospitante. Non ha altri obblighi. Se ci sono richieste ulteriori vanno concordate nel rispetto reciproco. Lo staff di Vesta può essere consultato per ogni eventuale dubbio.

Chi è il richiedente protezione internazionale (richiedente asilo)?

Richiedente protezione internazionale è la persona che, fuori dal proprio Paese d’origine, presenta in un altro Stato domanda per il riconoscimento della protezione internazionale. Il richiedente rimane tale, finché le autorità competenti (in Italia le Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale) non decidono in merito alla stessa domanda di protezione.

Chi è il rifugiato?

Il rifugiato è colui “che temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese; oppure che, non avendo cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di tali avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra" [Articolo 1A della Convenzione di Ginevra del 1951 relativa allo status dei rifugiati].

In che modo viene finanziato il progetto Vesta?

Il progetto Vesta è gestito con i fondi del programma SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) del Ministero dell’Interno.

Posso accogliere anche se sono in affitto?

Si, per candidarsi non occorre essere proprietari dell’immobile.

Cosa significa il nome Vesta?

Vesta è la dea romana del focolare domestico, e ben rappresenta la filosofia di accoglienza in casa del progetto.

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